Giorno 73. L’astronomia del destino.

Buon lunedì, che già di per sé è un ossimoro.
Questo lunedì, poi, non è come gli altri: è il “day after tomorrow”, solo che la catastrofe in questione non è distruzione, ma costruzione. Un nuovo inizio, quello di cui ho scritto nel Giorno 72, ma anche nuove sfide da affrontare e prove da superare, sia per me che per la Virna – perché ormai siamo più sincronizzate di due donne che hanno le mestruazioni in tandem e facciamo tutto insieme anche quando fisicamente siamo separate.

Potrei parlare a lungo dei due giorni di lavoro che hanno preceduto la partenza per Torino. Potrei raccontare nel dettaglio quello che succede durante le dodici ore giornaliere che si passano sepolti dentro un teatro, che nessuno immagina quanto sia freddo, che cosa vuol dire fare le prove e preparare un debutto. Potrei – ma non lo farò – rovinare con due frasi l’aura di magia che il “dietro le quinte” conserva nell’immaginario comune. Perché i trucchi non vanno mai svelati, altrimenti ogni magia si rivela per quello che è: nient’altro che un meccanismo banale.
Non è forse più interessante soffermarsi sul momento in cui un sogno diventa realtà?

Il sogno si chiama Scuola Holden e venerdì è diventato la realtà dei prossimi otto mesi. Ed è stato esattamente come me lo aspettavo: intenso, totalizzante e bellissimo.
Mi sento un’aliena sputata fuori da un frullatore. La mente, invece, è tonica come fosse stata alle terme: la Holden è il centro del mio benessere. Perché le mie migliori amiche sono le parole.
Al di là dei giudizi personali e legittimi su quello che rappresenta, è esattamente ciò di cui ho bisogno in questo momento e l’unica cosa che conta è questa. Ho aspettato tanto per potere vivere questo viaggio, adesso me lo godo in ogni singolo istante e, fidatevi, è faticoso.
È faticoso tenere un livello di concentrazione sempre alto, è faticoso rendere prezioso ogni momento sapendo che è irripetibile, per me è faticoso anche avere una dimensione sociale per tre giorni consecutivi (perché, lo sapete, non sono una persona propriamente socievole). È faticoso e impagabile.

Quando le cose sembrano non andare come vorremmo, disperiamo della possibilità che sia soltanto una questione di tempismo sbagliato e che arriverà anche quello giusto. Il momento in cui ci rendiamo conto che dovevamo soltanto aspettare e che i pianeti della nostra storia si sono allineati è una magia senza trucco: è sentire di avere in mano la propria vita e l’energia che si propaga dà la forza di realizzare progetti, affrontare sfide, superare i propri limiti.
La frustrazione che ho provato in passato perché non potevo iscrivermi a questo corso è stata riscattata dalla consapevolezza che è questo – e questo soltanto – il momento giusto per vivere questa esperienza. Con l’insegnante giusto, i compagni giusti e, soprattutto, la me stessa che sono in questo preciso luogo della mia vita: qui e ora.

Allora basta frustrazioni, basta rimpianti, basta latte versato su cui piangere: sto avendo esattamente la vita che mi sono scelta – consciamente o meno. Ho le spalle leggere e un sorriso lieve.

Delle sfide che sta affrontando la Virna vi parlerò nel prossimo blogpost!

Vi&Va

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Giorno 72. Una settimana da…paura!

Il pomeriggio che precede l’inizio di una nuova avventura – tanto desiderata, sognata, che sembrava inaccessibile e che infine si è realizzata – è un momento pervaso di inquietudine. Ho sempre la sensazione di non avere vissuto in maniera davvero piena le settimane prima del grande momento, di non avere fatto abbastanza – avrei potuto leggere di più, avrei dovuto scrivere di più – e mi rimane un retrogusto di rimpianto e nostalgia perché so che questi giorni non torneranno più e che tutto quello che vivrò nei prossimi otto mesi sarà irripetibile. Ho sempre l’ansia di fissare ogni emozione dei momenti che si vivono una volta sola nella vita, con la disastrosa conseguenza di essere tesa come una corda di violino, senza nemmeno un Vivaldi che mi suoni.

È arrivato il momento di preparare quaderno, penne e libri per il primo giorno di scuola – la Scuola Holden. Non ero così emozionata nemmeno quando ho iniziato l’università! Erano anni che volevo seguire il corso di scrittura Over30 a Torino, ma non me lo sono mai potuta permettere. Tutto il gran lavoro dell’anno scorso a Modena ha dato almeno un frutto positivo: ho messo da parte i soldi per l’iscrizione e così non solo ho potuto raggiungere questo obiettivo, ma l’ho fatto con le mie forze, senza chiedere a nessuno e senza regali. Per me, che perseguo l’ideale dell’indipendenza assoluta, è una soddisfazione.

Come ogni scolaretta che si rispetti ho acquistato uno zaino nuovo da portare con me in questa avventura: quello di Miomojo, un marchio che ho conosciuto quest’estate e che mi ha colpito perché utilizza materiali interamente vegani.

mde

Ho immortalato la Virna insieme ai miei compagni di viaggio: volevo presentarli alla mia principessa, dato che mentre io sarò impegnata a Torino, lei sarà a casa insieme ai nonni – per la loro gioia, perché l’adorano.
Anche per la Virna è una settimana cruciale: deve affrontare il cambio della pappa, che è un momento delicatissimo. Se tutto va come dovrebbe, illustrerò le meraviglie di questo nuovo cibo, che ha tutte le caratteristiche per essere ottimo. Spero che la Virna apprezzi: a forza di guardare programmi di cucina, mi è diventata un palato esigente…mi sa che dovrò chiamare Cracco in persona a cucinarle qualche piatto raffinato.

Questo martedì pomeriggio, però, non precede l’inizio della Holden, ma di due giorni lavorativi snervanti. Fino a qualche mese fa ero contenta di fare questo mestiere e l’avrei vissuto con il consueto entusiasmo. Quando una storia si esaurisce, però, lo si avverte chiaramente: la mia storia in questi panni è finita, senza possibilità di sequel, perciò affronto questi due giorni con spirito greve.

Con questo post vi saluto e vi do appuntamento alla prossima settimana con gli aggiornamenti del blog, quando Vi&Va torneranno a vivere insieme le loro avventure.

It’s all so Grey!

Vi&Va

E ora qualche foto di backstage!

mde

La foto è venuta male, ma mi piace moltissimo perché sono riuscita a immortalare la Virna mentre cerca di darmi un bacio! 

mde

Backstage dello shooting per riuscire a scattare una foto decente: da notare l’espressione da modella annoiata, roba che Naomi in confronto è una dilettante.