Giorno 65. La quiete dentro la tempesta.

All’improvviso è diventato buio, sembrava avessero spento la luce nella stanza. Le foglie degli alberi erano inquiete, l’aria si era fatta fredda e umida, aveva l’odore di pioggia che precede un temporale.

Il temporale io lo amo da sempre, ma non quello discreto e gentile, no: io amo il ruggito dei tuoni, la furia del vento, l’acqua che spacca la terra, la forza e l’impetuosità della natura. L’energia di un temporale vigoroso travolge i sensi: è questo il temporale che amo, quello che aspetto in riva al mare fino a che non diventa troppo pericoloso, quello che mi sorprende e mi vince bagnandomi, quello che ammiro davanti alla finestra, quando gli schizzi di acqua rinfrescano la pelle e io posso ascoltare la musica di quella voce ruggente che rimbomba nelle viscere.

Quanta poesia…ma se sei in giro con un levriero e devi correre a casa perché hai lasciato le finestre aperte, non hai molta voglia di essere poetica.
E perché no?! Gli imprevisti sanno essere molto divertenti, se li si prende per il verso giusto.
Le previsioni del tempo davano il temporale alle ore 10:00. Dopo la passeggiata al parco, però, sembrava che non avesse alcuna intenzione di piovere, così ho deciso di fermarmi a fare colazione nel nostro bar preferito, l’Erboristeria degli Gnomi di Saronno (VA) – ve ne parlerò in un prossimo post della serie #DogAdvisor): brioche vegana e spremuta d’arancia per me, un bicchiere di acqua da vera miss per la Virna. Saremmo dovute andare al Maxi Zoo di Rescaldina (MI) per controllare il peso: hanno una bilancia molto bella, tenuta in una stanza chiusa a chiave, quindi disponibile soltanto su richiesta. Prima, però, siamo passate davanti alla nostra libreria di fiducia (BeBook di Saronno, che si merita una bella presentazione dedicata) e la Virna, vedendo la porta aperta, si è subito infilata dentro: ha salutato Saro, il titolare, e si è accomodata sul suo tappeto preferito. Come fosse a casa sua! In effetti lì siamo di casa, anche se manchiamo da un anno.
Io e Saro ci siamo come sempre persi in chiacchiere: libri letti, da leggere, quelli scritti e quelli da scrivere. È un luogo di perdizione – del tempo: una bellissima tentazione a cui cedere per restare un poco nel paradiso dei libri.

All’improvviso si è spenta la luce e l’aria sapeva di umido, presagio dell’inferno che si sarebbe scatenato.
Ho fatto in fretta a pagare i due libri che ho comprato e sono corsa a casa, mentre iniziava a scendere qualche gocciolina. Di solito queste situazioni mi innervosiscono, invece in questi mesi di siccità devastante mi farei sorprendere volentieri da un acquazzone. Magari non quando ho lasciato le finestre di casa aperte…
Ho incitato la Virna a trottare, mentre io corricchiavo sorridendo, e lei, che legge le emozioni con una precisione che neanche Freud e Jung messi insieme, ha capito che ci stavamo divertendo e così ha trottato, sorridendo insieme a me, fino alla macchina.
Quelle goccioline non erano che una vaghissima ombra del nubifragio iniziato proprio mentre ero in garage: vento forza nove, grandine, lampi e tuoni, non mancava proprio niente! Fare uscire la Virna dal riparo del garage è stata un’impresa che ha richiesto il proverbiale “polso fermo”: se tentate di convincere un levriero ad ascoltarvi quando gli chiedete di esporre il divino manto e le nobili zampine al tocco irriverente e imperdonabile dell’acqua, state freschi!
La mia principessa non ha paura di niente, nemmeno dei tuoni che squarciano il cielo: ma dovreste vederla di fronte all’acqua, sguscia in tutte le direzioni come una bambina che vuole scappare. E immancabilmente si ficcava di nuovo nel garage, mentre io già vedevo l’acqua alta in casa come a Venezia.
Abbiamo corso sotto l’acqua per guadagnare il portone della salvezza come due bambine: ero divertita, mi piaceva così tanto sentire le gocce dissetare la mia pelle che la concitazione del rientro è diventato un gioco. La Virna ha imboccato la scale con la grinta di chi deve fare tana a nascondino. Mentre mi muovevo con la frenesia di una tarantolata per asciugare l’acqua entrata in casa da tutte le finestre, lei mi guardava dalla cuccia con aria stranita, ma per niente preoccupata: sarà stato perché intanto ridevo, cantavo e le parlavo. (Sì, sono un po’ pazza…)

IMG_20170811_144908_092Il temporale è un momento magico da trascorrere sotto le coperte con la persona che ami. E così abbiamo fatto io e la Virna: abbracciate sul divano, abbiamo sonnecchiato mentre i tuoni si allontanavano e la pioggia taceva. Ho cancellato dalla lista tutto quello che avrei voluto e dovuto fare in quell’ora trascorsa insieme a lei. Forse sarà l’ora più bella di tutte le mie vacanze, perché una calma così profonda non l’ho provata mai dentro nessun abbraccio di uomo.
Per la prima volta mi ha permesso di abbracciarla e ha accoccolato la testa sotto la mia spalla: questo è il regalo più grande che potesse farmi, perché non è una ragazza che si concede facilmente e per ammettere qualcuno nella propria intimità ha bisogno di avere numerose prove che la sua fiducia è bIMG_20170811_145106_503en riposta. Bisogna conquistarsela e non è un giudice di manica larga.

Allora rimango chiusa nella nostra bolla di felicità e mi perdo a guardarla dormire con l’espressione serena e con quella puntina di dente che significa che è rilassata, lì, stretta nel mio abbraccio.

It’s all so Grey!

Vi&Va

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SalvaSalvaSalvaSalvaSalvaSalva

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I Guardiani

Spiriti antichi
rivelano il segreto
custodito dentro di noi.
Non hanno bisogno
di parole:
nei loro occhi
è scritta la poesia
del patto eterno.

In silenzio,
la loro amicizia
non conoscerà
malvagità
né tradimento:
per sempre pura,
così si tramanderà,
essenza di luce immortale.

Vi&Va

cof

Virna e Francine, Muse di queste parole.