Giorno 3. Momento marxista

All’inizio della via in cui abito c’è un rettangolo di erba, che chiamare prato è pretenzioso: non ci sono fiori, non ci sono piante; non è delimitato da alcuna recinzione ed è privo di qualsiasi segnalazione che lo identifichi come una proprietà privata. Stamattina, mentre sotto la pioggia portavo la convalescente Virna a fare la pipì, due condomini, che avevano appena parcheggiato nella via privata di cui non sono residenti, mi fanno notare che non è bello che il cane faccia la pipì lì perché è proprietà privata. Rispondo che il cane ha una ferita, piove e non voglio farle prendere freddo, ribattono che sono boriosa e che allora non dovrei tenere un cane. L’anziana coppia possedeva un meticcio marrone e mi hanno vista crescere, eppure per difendere l’onore dei due fili di erba hanno fatto finta di non avermi mai visto.

L’Italia soffre di assenza di senso civico – che comprende anche la convivenza con il prossimo. Come possiamo sperare di diventare una società multietnica se non sappiamo convivere con i vicini che si conoscono da decenni? A nessuno importa nulla di niente se non quando vengono toccati i propri interessi, anche se minuscoli: per questo non saremo mai in grado di cambiare classe politica.
Spesso mi accusano di esagerare nel paragonare i cani ai bambini, ma in realtà io paragono l’atteggiamento che hanno gli altri di fronte a un cane e di fronte a un bambino. Quanti bambini maleducati mangiano una caramella e poi buttano la carta per terra? La carta inquina più della pipì di un cane, eppure nessuno si azzarda a dire nulla al genitore del bambino che ha compiuto un’azione non tanto bella per la società in cui tutti viviamo. Nei fazzoletti di erba in cui i cani non possono entrare vedo l’immondizia lasciata dagli umani: cartacce, rifiuti, bottiglie di birra, lattine.
Difendiamo tutti una risibile proprietà privata senza renderci conto che la proprietà pubblica più grande che ci sia, il nostro pianeta, non è altro che la proprietà privata di tutti. E la stiamo uccidendo noi umani, non gli animali.
Per questo la penso come l’Agente Smith, il cattivo di Matrix, quando dice che l’essere umano è un cancro, una piaga per questo pianeta.

Vi&Va

Annunci