Giorno 48. Ricominciamo da qui.

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La nostra casa modenese

Ne è passato di tempo: dall’ultimo post diciannove mesi e tredici giorni, per essere precisa. In mezzo, tante cose: non ho né abbandonato il blog, né la voglia di raccontare le avventure insieme alla Virna, ma in questo periodo non ho potuto dedicarmi a I diari di ViVa come avrei voluto.

A che punto eravamo rimaste – Io e la Virna conducevamo la nostra tranquilla vita saronnese, fatta di lunghe passeggiate, grandi dormite (lei) e fervida scrittura (io). L’intensificarsi della concentrazione sul libro, che (ormai molti lo sanno) è stato pubblicato qualche settimana fa, ha tolto tempo ed energie mentali al blog.

Il libro – Se non avessi avuto la Virna vicina, questo libro non sarebbe mai nato e non avrebbero visto la luce nemmeno i prossimi che scriverò. Lei mi ha fatto cambiare, mi ha dato la forza di prendere coscienza di quello che sono: non potrei esistere, senza un taccuino e una penna insieme a me. Senza la Virna non avrei avuto il coraggio di intraprendere questa strada, fatta di studio, frustrazioni, sogni, incazzature, insomma non è una strada facile e scrivere non è bello come si pensa: è una sofferenza necessaria.
sdrCon la valigia in mano – E poi a marzo dell’anno scorso arriva la telefonata del mio capo.
“Ti va di fare un anno a Modena?”
“Va bene, ma ho il cane, mi devo organizzare…”
“Che problema c’è? Lo porti in ufficio!”

Messa così, era impossibile dire di no. E così è iniziata l’avventura modenese, fatta soprattutto di valigie sempre pronte e viaggi.

La Virna sempre con me, perfetta come di consueto: si è ambientata molto più in fretta di me, si è adattata molto meglio di quanto abbia fatto io, mi ha fatto sentire di non essere sola nei momenti di difficoltà.

Il ritorno di Vi&Va – Questo anno mi ha dato tanto e tantissimo ho da raccontare. Altrettanto mi ha tolto, però, e adesso voglio ricominciare da dove eravamo rimaste: Virna&Vale.

It’s all so Grey!

Vi&Va

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Attività tipica del levriero

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Giorno 30. Un buon non-compleanno

Quante volte vorremmo portare indietro il tempo per ricominciare (o almeno avere una seconda possibilità) e non ci riusciamo mai. Io, oggi, ce l’ho fatta.
È sempre lunedì, come il 13 luglio: allora facciamo che era il giorno del mio non-compleanno.

Mi ero svegliata solo per modo di dire: addormentarsi alle 5.50 e sentire la sveglia che suona alle 6.00 non è quello che si può dire un sonno profondo. Quanto basta, comunque, per fare il classico sogno che ti fa svegliare spettinata: una persona che torna dal passato remoto per rendere il futuro anteriore identico a com’è stato.
Virna quando sentiva il rumore delle chiavi della macchina saltava su dalla cuccia e si faceva mettere il collare scodinzolando, pregustando la gita in macchina. Fa niente se tutte le mattine andavamo nello stesso posto, il Parco Castello di Legnano – se c’era un filo di aria era là che lo trovavi: era sempre una festa. Virna distungueva il rumore delle chiavi della macchina da quello di qualsiasi altra chiave: una di quelle abilità canine di cui avevo sentito parlare e che pensavo fossero solo leggendarie.

Facciamo che eravamo a Central Park e che c’erano un sacco di scoiattoli: la prima volta Virna voleva partire alla caccia grossa dietro a quei robini pelosi con la coda svolazzante. Dopo un mese di terapia d’urto si era calmata: l’istinto di partire all’inseguimento non si poteva annullare, ma almeno non mi staccava più il braccio per gli scatti da cacciatrice secolare.
Un’altra capacità dei levrieri che credevo fosse un po’ romanzata era quella di riconoscersi tra simili. Virna mi dimostrava che anche questa volta ero io a sbagliarmi. Facciamo che siamo tutti greyhound e quando ci vediamo scodinzoliamo: Virna era la regina di questo gioco, vinceva sempre. Facciamo che nel giorno del mio non-compleanno c’era anche un altro grey e che ci fermavamo a parlare.

Però che non-compleanno era senza neanche un non-regalo? Allora facciamo che tornavamo a casa e arrivava un pacco da mia sorella con dentro il mio regalo. Che noi eravamo tecnologiche e i regali ce li facevamo su internet perché tanto quello che conta è il pensiero. E noi ci vedevamo poco, ma ci pensavamo tanto.
E poi facciamo che al mio non-compleanno veniva anche il Bianconiglio… ma Virna se lo mangiava.

Vi&Va