Giorno 46. Tristano senza Isotta

Sono entrambi levrieri, ma sono razze diverse. Sono entrambi a pelo raso, ma sono razze diverse. Corrono entrambi veloci, ma sono come il giorno e la notte. Greyhound e Galgo sembrano uguali, ma le apparenze ingannano anche nel loro caso: mettete un levriero inglese e uno spagnolo in area cani e vedrete che ogni equazione non sarà mai perfetta.

Virna e Tristan si sono stati subito simpatici: alla fine di una lunga passeggiata nei boschi erano già diventati amici. I modi gentili, il passo svelto, la curiosità di Tristan lo hanno reso un compagno di merende ideale per Virna. Queen V. non ama particolarmente i Galgo: troppo scomposti, troppo entusiasti, troppo grezzi, insomma troppo plebei per lei. Gioia e meraviglia – da parte mia – nell’osservare quanto invece le piaccia stare in compagnia di Tristan: cammina sempre vicina a lui, appena si ferma appoggia il muso sulla sua schiena, annusa lo stesso filo d’erba e ha l’espressione della ragazzina che se la sta spassando in giro con il suo migliore amico.

Tristan era autorizzato a pensare di aver trovato una compagna di giochi pazzi e di sfrenate corse, perciò quando si sono incontrati al parco le è corso incontro per accoglierla e invitarla al gioco. Quale delusione nel vedere che la sua amica, invece, di correre non ne aveva neanche l’ombra di una vaga intenzione. Nessunissima. Tristan, da Galgo gioioso ed entusiasta qual è, ha saltato come un canguro, corso dietro alle sue mamme umane, corso dietro a me, che tentavo di far correre Queen V, la quale guardava tutti con aria perplessa: “Non ci sono conigli, scoiattoli e neanche l’ombra di un gatto; non c’è neanche un peloso a cui fare un pizzicotto sulla chiappa, né un cucciolo da insegnargli la Legge del Cane Sciolto: per quale motivo io dovrei fare tutta quella fatica?”
Nel frattempo Tristan si esibiva in una serie di saltelli aggraziatissimi e la guardava con aria sconsolata, io con il fiatone gettavo la spugna e l’immancabile esperto cinofilo sentenziava: “È un cane da corsa, ha bisogno di correre”. Ma anche no.
Anche no, il levriero non è un cane da corsa, ma un cane da caccia.
Anche no, non ha bisogno di correre appena gli si molla il guinzaglio.
Anche no, Grey e Galgo non sono la stessa cosa.

Vi&Va

L’esuberanza di Virna in area cani

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Giorno 2. La fatalità

Era il giorno del mio quinto compleanno quando mi ruppi il mento: all’oratorio estivo giocavo a stare in equilibrio sul cancelletto che delimitava il giardino con la statua di San Giuseppe. Era ovvio che avrei perso l’equilibrio, che mi sarei rovesciata picchiando con violenza il mento e che mia madre sarebbe andata a prendere all’ospedale la sua secondogenita con una cicatrice di quattro punti.
Nel film Chocolat Carrie-Ann Moss impedisce al figlio di giocare con gli altri bambini perché potrebbe ammalarsi.
Per proteggere qualcuno bisogna tenerlo sotto la campana di vetro, ma è la soluzione giusta?

Lo scorso sabato io e Virna abbiamo incontrato degli amici vecchi e nuovi in un’area cani: quattro greyhound e una galga, contro cui si è accanita Virna. La galga ha schivato un fusto in mezzo al prato, Virna non lo ha visto e lo ha urtato: è stata sbalzata in aria, ha carambolato su se stessa ed è atterrata sul prato qualche metro più in là. Lo spavento è stato tale che a mezzanotte non mi ero ancora calmata: ho preso i Fiori di Bach e ho cercato di dormire. Il senso di colpa, invece, si è placato solo dopo aver fatto le radiografie a Virna e aver escluso lesioni interne.
Perdersi nei “se fossi…se avessi…se non avessi…” è una trappola che alimenta il rimorso, ma non serve a imparare qualcosa dall’esperienza.

Vivere comporta dei rischi: il patto è accettarli e imparare ad affrontare in maniera efficace le eventuali conseguenze. Portare un figlio al parco, lasciare un cane libero di correre: il pericolo che si possano far male fa parte della scelta. Rinunciarvi fa stare noi più tranquilli, ma stiamo davvero facendo la cosa migliore per la loro crescita, per la loro esperienza del mondo?
Per quanto i nostri occhi siano vigili, attenti e amorevoli non basteranno mai a preservare dal dolore le creature che stiamo proteggendo: il nostro compito è accompagnarle con responsabilità nella conoscenza del mondo e della vita, consapevoli che la loro libertà inizia dove finisce la nostra. E che il rispetto di questo confine è la condizione per una relazione felice.

Vi&Va