Giorno 35. Virna e Rupert I-II-III

Circe, il ciclone Atlantico più atteso di Godot, ci ha fatto rinascere: ieri mattina, ore 5.30, sono stata svegliata non dal trillo diabolico che veglia sul comodino, ma dal rumore della pioggia. Ero commossa. Ho spento l’oggetto demoniaco e mi sono girata dall’altra parte: nessuna sveglia alle 6, nessuna passeggiata al parco prima che l’atmosfera diventi infernale, nessuna sudata record per me, nessun respiro ansimante per lei. Insomma, una favola: quella del levriero felice e della padrona sollevata.

Sarà stato il ritrovato fresco? Oppure le mie manifestazioni scomposte di entusiasmo?
Sarà stato un insieme di emozioni a trasformare Virna in un Golden Retriever: dalla mattina appena sveglia a quando non ho osato commettere l’affronto di portarla fuori mentre pioveva ha giocato come l’ho vista fare poche volte e di sicuro mai con così tanta energia durante tutto il giorno.

Quando è arrivata dall’Irlanda non sapeva giocare e il suo carattere composto la rende una signorina posata ed elegante anche nelle manifestazioni di gioia. A Natale la zia Franci le ha regalato una pallina rosa con il buco per i premietti e piano piano ha imparato come farla rotolare con il muso e come usare la zampa per toglierla dagli angoli. Ma la vera conquista sono stati i pupazzetti: ha iniziato a giocare il giorno di Pasqua. La bambina della mia amica ha voluto a tutti i costi giocare con un piccolo panda e Virna, vedendo che abbiamo dato importanza a quel pelosino, si è interessata al suo primo vero amico peloso: Rupert I. Il quale, però, non essendo fatto per Zanna Bianca, un giorno è stato ferito alle zampe e ne sono uscite centinaia di palline che si sono sparse per tutta la casa e qualcuna è ancora sotto il divano. Così ho dato il benvenuto a Rupert II, uno scoiattolo con la coda super pelosa che è diventato subito il nuovo amico di Virna. Un giorno ho lasciato scegliere a lei: ha mostrato entusiasmo per il pupazzo più brutto che c’era, non si capisce nemmeno che animale sia, ma a lei piaceva e così le ho preso Rupert III.
I levrieri hanno un modo buffissimo di giocare: saltano girando su se stessi e lanciano il pupazzino in aria. Quando la vedo così piena di gioia mi commuovo sempre e penso che se lei è così serena sto facendo un buon lavoro.

Vi&Va

Ps: chi capisce perché chiamo tutti i pupazzini Rupert vince la mia stima incondizionata!

Virna insieme a Rupert II e III

Giorno 21. Shopping veltrico spaziale

Three… Two… One… Ignition. Lo shuttle prende il volo: a bordo c’è la sorella a quattro zampe di Samantha Cristoforetti insieme ai Rockets – al secolo Tataki “il marito” e Lennon “il biondo”.

In effetti sembrerebbe più credibile raccontare che questi sono i cani degli eredi del gruppo cosmico, piuttosto che dire la verità: che la tuta spaziale che indossano è fatta apposta per riflettere i raggi solari e proteggerli dal caldo.
Sì, perché al contrario di quello che si pensa il pelo corto dei greyhound non li fa stare più freschi sotto il sole, anzi: l’assenza di grasso e la pelle sottile, coperta dal pelo raso, li espone alle condizioni climatiche senza difese. Ma laddove non arriva la natura arriva…la moda!!!

English do it better. Il sito inglese Greyhound Products UK è un ottimo shop online di prodotti dedicati solo ai greyhound: non solo cappottini, ma anche prodotti per la toelettatura e il benessere. Noi abbiamo testato i cappottini: ottima fattura e rapporto qualità/prezzo vantaggioso (ma vi consiglio di fare un ordine piuttosto cospicuo per ammortizzare le spese di spedizione), con possibilità di personalizzazione.
La nostra tuta spaziale, lanciata in orbita sotto il sole, ha fatto un egregio lavoro: è uno specchio davvero efficace contro i raggi del sole. È ovvio che sotto il solleone nemmeno uno scafandro potrebbe tenere al fresco; ma per evitare di passare l’estate con i ritmi di un pipistrello questo cappottino è davvero una soluzione…spaziale!!!
Virna lo indossa senza fastidio, anzi passeggia al trotto molto più volentieri, senza far arrivare la lingua per terra e senza sviluppare una temperatura corporea pari a quella dei reattori di uno shuttle; quando arriviamo a casa il suo pelo nero non si è trasformato in una piastra a induzione su cui cucinare il pranzo.
E se qualcuno dovesse fermarvi dicendovi che forse il cappottino è esagerato, fate come noi: rispondete che il vostro nasone è sceso dalla navicella così vestito!

Vi&Va

Giorno 6. Trussardi per i levrieri

Passeggiando insieme a un levriero spesso si colgono nei passanti bocche storte e commenti di disgusto sulla loro magrezza: il raffinato senso estetico delle masse li giudica cani brutti.
Se nell’immaginario comune il migliore amico della famiglia deve rispettare la regola “delle 3 P” – peloso, paffuto, pacioccone – qualcuno ha fatto del levriero il simbolo internazionale dell’eleganza: è il 1973 quando Nicola Trussardi crea il logo del levriero, destinato a diventare emblema non solo di raffinatezza nella moda, ma di uno stile di vita.

Domenica pomeriggio di sole e aria rilassata, tre greyhound si aggirano per il centro di Monza e fiutano la boutique di Trussardi: mettervi piedi e zampe è un obbligo!
L’accoglienza è degna di un corteo reale: i levrieri sono così, si muovono con innata grazia ed eleganza, inconsapevoli (o forse no?!) del fascino che sprigionano. Ammaliatori leggeri ed eterei, leggiadri come cristallo e forti come diamante: incantano l’esteta come la Bellezza dell’opera d’arte.
La nuova collezione del pret-à-porter (www.trussardi.com) comprende accessori con il logo in grande evidenza e molti topwear con immagini più informali di levriero: non solo eleganza, ma anche innumerevoli espressioni buffe fanno di questi cani degli adorabili pagliacci, nel senso più giocoso del termine.

Negli ultimi anni il levriero è diventato, purtroppo, anche sinonimo di maltrattamenti e si moltiplicano le forze che operano per trovare un’adozione a questi spiriti infelici: in inglese la chiamano “forever home”, una casa dove essere felici per sempre.
Trussardi
ha realizzato una T-shirt con la scritta ADOTTA UN LEVRIERO e la scelta del mio acquisto non poteva che essere questa. Unire stile e messaggio sociale: questa è classe!

Le orecchie lunghissime e tese rappresentano anche un tratto distintivo di Virna, che ha delle buffissime orecchie sproporzionate alle dimensioni della testa.
Sicuramente inaugurerò il mio nuovo acquisto domenica prossima al raduno annuale del GACI, ma sarà ancora più bello indossarla durante le passeggiate insieme alla mia nasona!

Vi&Va