Giorno 67. Se lavarsi è una tortura.

Il veterinario? No. I luoghi affollati? Nemmeno. La musica? Macché. Tuoni, botti, fuochi d’artificio? Neanche per idea. Ci sono soltanto due cose capaci di spaventare la Virna: i cani che abbaiano e l’acqua. Oggi ha dovuto affrontare una prova difficilissima, che ha richiesto tutto il suo coraggio e ha svuotato tutte le sue energie: si è sottoposta alla tortura maxima, ovvero il bagno!

I levrieri, non avendo grasso sottocutaneo, non producono odori, nemmeno quando piove, e hanno la pelle che tende a seccarsi: perciò non solo non è necessario, ma è proprio dannoso lavarli di frequente. Se non si rotolano nel fango (cosa che tendenzialmente quegli schizzinosi dei levrieri non fanno), lavarli un paio di volte all’anno è sufficiente.
Ci sono levrieri che si tuffano in piscina, che fanno il bagno in mare (dove si tocca, perché non sono propriamente dei nuotatori), che si fanno lavare in giardino o addirittura nella vasca da bagno. Poi c’è la Virna, che si infastidisce se anche soltanto una goccia d’acqua osa posarsi sul suo pelo. Il bagno, quindi, è l’affronto peggiore che possa subire. Dopo un anno, però, è scattata l’ora della pulizia.

Le scene strappalacrime che fa davanti al negozio di toelettatura non le fa nemmeno quando la porto dal veterinario. Mentre l’accompagnavo cercavo di distrarla parlandole con la voce delle cose belle, e infatti all’inizio si è fatta imbrogliare. Quando si è resa conto che saremmo entrate nel negozio della tortura ha iniziato a recalcitrare come se la stessi portando al macello.
Ogni volta che esco dal negozio senza di lei mi sento proprio quel mostro che abbandona la sua compagna amata alle grinfie di un aguzzino. Alessandro, invece, è bravissimo e ha una pazienza infinita.

La scena che mi si è presentata quando sono andata a prenderla la conoscevo a memoria: Alessandro mi dice che è stata bravissima e mi porta la Virna tutta soffice e profumata, stanca morta, con le cosce tremolanti mentre saldo il conto e l’aria da survivor. Datele un divano, subito! E guardate la foto che ho scattato subito dopo la pappa sfiziosa che le ho preparato: l’espressione offesa e di rimprovero è tra le sue interpretazioni migliori.
È superfluo dire che quando è tornata a casa si è abbandonata al sonno degli sforzi sovrumani.
La cosa positiva è che fino alla primavera non dobbiamo pensarci più!

Ora, vorrei chiedervi se anche i vostri amici pelosi vivono il bagnetto come una tortura. Aspetto i vostri commenti!

It’s all so Grey!

Vi&Va

cof

L’eroina Virna sopravvissuta al bagnetto…

 

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4 pensieri su “Giorno 67. Se lavarsi è una tortura.

  1. Mi consolo 😂 Anche il nostro levriero Cacao odia l’acqua, il bagno o uscire per la pipì quando piove sono torture incedibili…dopo aver affrontato tutto ciò, va sul divano, offeso e anche lui dorme mezza giornata per riprendersi😂
    Un saluto levriero 🐾

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