Giorno 55. Una fan di Vasco molto speciale. 

Anche questa volta me ne sono andata sul più bello, in un momento in cui tutto a Modena è scandito dal concerto di Vasco a Modenapark: giovedì mattina ho lasciato vuota la casa che mi ha ospitato per un anno e sono tornata in questa casa che ancora non ho ricominciato a sentire mia. Bella fregatura: dopo avere assistito giorno dopo giorno al montaggio del palco, americana dopo americana, un pannello led dopo l’altro, alle prove luci, ogni sera con un effetto nuovo, alla trasformazione del parco, sempre più chiuso, ma sempre più popolato di fans, curiosi, cittadini; dopo avere visto le tende accampate di fronte all’ingresso del parco e dopo avere ascoltato le prove e visto Vasco cantare, me ne sono andata quando si iniziava a fare sul serio. Prima di partire, però, mi sono presa ogni singolo momento che questa città poteva ancora darmi e che è diventato il ricordo di questo ultimo periodo modenese. 

Le ultime settimane sono state caldissime, con una umidità a cui non mi sono mai abituata: con la Virna che soffre il caldo sopra i 25 gradi, figuriamoci quando di gradi ce ne sono 36 e l’aria è irrespirabile per l’afa, e io che non ero propriamente in forma, andare al parco era impensabile. Complice un temporale che ci ha ridato fiato, martedì sera, quando sono iniziate le prove di Vasco, noi eravamo proprio davanti al palco. Cioè, “davanti” non è molto preciso: diciamo piuttosto che eravamo nell’unico punto del parco in cui si vedeva il palco. Di Vasco in carne ed ossa non si vedeva neanche un puntino, ma i maxi schermi lo restituivano in tutta la sua energia. 

Gente, tantissima: almeno duecento persone tra fan sfegatati accampati nelle tende da diversi giorni e tanti, tantissimi modenesi che si godevano lo spettacolo. Un’energia bellissima, un entusiasmo contagioso: è stato più intenso perché aveva una dimensione quasi intima. Cantando Ogni volta come non facevo da tanto tempo mi sono venuti i brividi: perché in fondo tutti abbiamo almeno un ricordo legato alle canzoni di Vasco. Io ne ho tanti, di ricordi, e non credevo che sarebbero riemersi tutti insieme ascoltandolo lì di fronte a me. 

Intanto mi accorgevo che la Virna si stava comportando in maniera strana: lei, che non resiste in piedi ferma neanche due minuti, non accennava a sedersi, e poi si guardava intorno incuriosita, voleva andare a conoscere tutti i cani che vedeva, ma soprattutto non voleva più venire via. Sembra incredibile, ma è proprio così: alla Virna piace Vasco. E ha anche eletto la sua canzone preferita: Vita spericolata. Del resto, una ragazza che si diverte a stare fuori la sera e che vuole sempre fare festa poteva non desiderare di essere come Steve McQueen? 

Credete che abbia fatto una battuta dicendo che ha la sua canzone preferita? Durante il viaggio di ritorno ha alzato la testa una volta soltanto, durante Vita spericolata. Quando è finita la canzone, è tornata a dormire. Vi siete convinti? 

It’s all so Grey!

Vi&Va 

La Virna durante il viaggio di ritorno, mentre ascoltava “Vita spericolata”


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