Giorno 53. La “Giornata mondiale del cane in ufficio”.

Oggi, 23 giugno, ho scoperto essere la “Giornata mondiale del cane in ufficio”: ormai vengono indette Giornate mondiali su qualsiasi argomento, ma questa mi sta particolarmente a cuore. Perché per me e la Virna ogni giorno è la Giornata mondiale del cane in ufficio.

E’ un tranquillo e pacato venerdì sera alle 18.00 di una giornata di sciopero dei mezzi a Milano, la primavera porta un vento nuovo e fresco. Mentre sono impegnata a evitare settantadue incidenti a ogni metro che faccio, mi squilla il cellulare: senza nemmeno guardare chi sia, rispondo. “Ciao Valentina, sono Paolo”. Non riconosco il mio capo e blatero un “Ciao Paolo” che tradisce il mio essere spaesata. E già iniziamo bene. “Ti andrebbe di farti un annetto a Modena?”. Allora sì che rischio l’incidente! La proposta mi stordisce, era ovviamente l’ultima cosa che credevo potesse capitarmi in quel momento in cui stavo indirizzando la mia vita in tutt’altra direzione.
Quando gli faccio presente che io ho il cane e che devo capire come organizzarmi, lui mi risponde che non c’è nessun problema, il cane lo porto in ufficio!
I miei capi hanno sempre portato i loro cani in ufficio, la mia collega (levrierista di vecchio corso) ha sempre portato i suoi, per cui è sembrato naturale che anche io potessi portare la Virna.

E così la Virna mi ha fatto compagnia durante tutto questo anno in ufficio. All’inizio mi seguiva non appena mi alzavo dalla sedia, poi ha capito che anche se scendo le scale non significa che sto andando via, per cui non è il caso che si scomodi ad alzarsi. Durante le prime settimane rubava qualsiasi cosa di vagamente commestibile ci fosse nei cestini: per ben due volte ha persino rubato la carta in cui erano avvolti dei tortini biologici e sarà stata biologica anche la carta, perché non ne ho trovato traccia. Dopo delle sonore sgridate, ha smesso di rubare, ma non di ficcare la testa in ogni cestino a portata di naso.

La Virna si sdraia su un materassino sotto la scrivania alle mie spalle, che non è propriamente comodo come la cuccia o il divano di casa, però lei si fa delle grandi dormite, ha imparato subito che quello è il suo posto e quando ha voglia si sposta su uno degli altri tappeti che abbiamo oppure fa un giro negli altri uffici (andando ad appallottolarsi sulla poltrona del mio capo). Guardate il video qui sotto per avere un assaggio della fervente attività della Virna in ufficio.

Voglio pensare che a lei basti questo: stare insieme a me. A me di sicuro basta questo per stare bene: averla vicina mi fa sentire meno sola e mi rasserena. E si sa che un impiegato felice lavora meglio.
In Italia non è molto diffusa l’abitudine di portare il cane in ufficio ed è un errore: gli animali contribuiscono a creare un’atmosfera più distesa, favoriscono la socializzazione tra colleghi, portano gioia in tutto l’ufficio. Tutti ne beneficiano, perciò io proporrei la “office pet therapy” in tutti gli uffici: magari il vostro collega smetterebbe di abbaiare tutto il giorno!

It’s all Grey!

Vi&Va

 

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2 pensieri su “Giorno 53. La “Giornata mondiale del cane in ufficio”.

    • Anche io senza la Virna sarei persa, è l’unica presenza vera nella mia vita. Riguardo a quel momento, che purtroppo è inevitabile, cerco di pensarci il meno possibile…

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