Giorno 52. Guinzaglio: sì o no?

Il cane felice è il cane libero. 
Questa è la più grande scusa dietro cui si nascondono i proprietari che cercano di giustificarsi per avere lasciato il cane sciolto.
E’ vero, il cane senza guinzaglio è libero di esprimere se stesso, ma ci sono parecchi “ma”.
Innanzitutto viviamo in ambienti urbani, che non sono l’habitat naturale di un cane: strade, automobili, semafori, motorini non fanno parte del suo mondo; lasciarlo sciolto significa esporlo a inutili rischi.
I rischi maggiori, tuttavia, si corrono in quegli ambienti che taluni proprietari ritengono naturali soltanto perché ci sono due fili d’erba: dai grandi parchi (grandi dimensioni, grande dispersione) alle aiuole di 2 metri x 4 tra un palazzo e l’altro. Se c’è erba entra in gioco la Grande Scusa: il cane felice è il cane libero. Neanche se la fumassero i proprietari, quell’erba.
In queste circostanze il cane sciolto diventa un’arma carica, proprio per il fatto che un cane senza guinzaglio si comporta in maniera del tutto diversa da quando è con il guinzaglio. Quindi la prima cosa da fare se si vuole tenere un cane sciolto in sicurezza, è lavorare insieme al cane sulla socializzazione, sul richiamo, sulla prossemica, sulla relazione cane-padrone. Tutte cose che richiedono senso di responsabilità, tempo, dedizione, amore, e non tutti li hanno.
Un cane che aggredisce non è mai colpevole, la colpa è sempre dei proprietari. Non è vero che il cane all’improvviso impazzisce e si comporta in maniera imprevedibile: dà sempre dei segnali delle proprie emozioni e manifesta il disagio che poi lo porta, in casi estremi, all’aggressione. Bisogna tenere in considerazione, però, che loro non usano il nostro linguaggio, perciò dobbiamo imparare a conoscere come comunicano: richiede senso di responsabilità, tempo, dedizione, amore, e non tutti li hanno.
Il cane non è responsabile della sua cattiva socializzazione: chi adotta un cucciolo deve informarsi se nell’allevamento da cui lo ha preso ha ricevuto una corretta socializzazione. Chi adotta un cane adulto non può saperlo e per questo prima di lasciare il cane senza guinzaglio, dovrebbe studiare il suo comportamento con altri cani e altri umani. Chi adotta un cane recuperato da situazioni difficili dovrebbe costruire una relazione ancora più salda con il proprio cane, prima di poter anche solo pensare di lasciarlo senza guinzaglio a un metro dal portone o dal recinto dell’area cani. Chi adotta un levriero rescue dovrebbe scordarselo del tutto di tenerlo senza guinzaglio, ma qui rischio di divagare.

Alla base di tutto ci dovrebbe essere la consapevolezza del tipo di cane che si sta portando a casa. Non esistono razze buone e cattive, ma ogni razza ha delle caratteristiche, che ogni proprietario deve – e sottolineo il verbo dovere – conoscere. Non puoi avere un Jack Russell in salotto e lamentarti perché “è piccolo, ma è un diavoletto”, o un Weimaraner e stupirti perché ti ha distrutto il divano. Non puoi avere un molossoide e gestirlo come un bolognese.

L’aggressività nei cani è un tema controverso: non è una caratteristica intrinseca, come non lo è negli umani, ma è il tipo di risposta che un cane dà a determinati stimoli. In questo senso ci sono razze che mettono in atto una risposta più aggressiva e torniamo alla base del problema: conoscere le caratteristiche del proprio cane.

Appena è arrivata la Virna ho seguito il corso per il patentino di proprietario: in Italia è obbligatorio soltanto nel caso di morsicatura, ma io l’ho fatto lo stesso perché lei è il mio primo cane e, per quanto sia sempre stata amante dei cani, volevo avere degli strumenti in più per costruire bene questa relazione e per essere un proprietario più consapevole.
Ho trovato una veterinaria, la dott.ssa Katia Galbiati, che ha tenuto un corso interessante, utile, importante anche per chi aveva passato una vita in mezzo ai cani. Questi corsi sono finalizzati a prevenire ed evitare incidenti come le morsicature, ma danno tante informazioni utili per ogni momento della vita quotidiana, dal banale incrociare un altro cane sul marciapiede al comportamento da tenere in area cani.
Credo che in Italia si debba rendere obbligatorio il patentino per chiunque voglia avere un cane, perché ogni relazione di successo si basa sulla conoscenza dell’altro.

Oggi un rottweiler sciolto ha aggredito e massacrato un levriero. Io non vorrei che la faccenda si risolvesse con la soppressione del rottweiler, non sono mai d’accordo sulla soppressione dei cani che hanno aggredito: la colpa è sempre e soltanto del padrone e della sua irresponsabilità. Un cane con caratteristiche fisiche come quelle di un rottweiler se è gestito male, diventa un’arma e non è ammissibile che finiscano in mano a esseri umani senza alcun senso di responsabilità per la convivenza civile.
Inoltre, e soprattutto, esiste la legge, che impone che i cani debbano essere portati al guinzaglio di lunghezza massima di 1,50 metri.
Se non hai voglia di spendere tempo, dedizione e amore, allora prenditi un peluche.

Vi&Va 

sdr

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2 pensieri su “Giorno 52. Guinzaglio: sì o no?

    • È quello che si dovrebbe fare ovunque. Esistono le aree cani apposta, non capisco l’esigenza di girare con un cane sciolto: purtroppo per dieci proprietari coscienziosi che hanno cani equilibrati e socializzati, c’è sempre il coglione di turno che invece fa il fenomeno. Solo che poi succedono incidenti come quello di oggi e semplicemente non dovrebbero accadere

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