Giorno 40. L’estate (ancora) addosso.

È il primo giorno di un nuovo autunno. È il primo post di una nuova stagione. Non scrivo delle avventure di Vi(rna)&Va(le) da qualche settimana: il cambiamento richiede un periodo di rinnovamento.
 Io ho scelto di rinnovare casa, o meglio di fare ordine esteriore per trovare un ordine interiore: per vestire al meglio i panni dell’aspirante scrittrice dovevo trovare un posto dentro casa che fosse tranquillo, con gli strumenti di lavoro indispensabili e non un libro fuori posto. Dieci giorni di duro lavoro dopo ho catalogato tutti i libri, li ho sistemati sulla libreria secondo un criterio pratico, riportato i codici su un foglio Excel, ho eliminato una scrivania superflua e dato spazio a quella che è diventata il mio luogo di lavoro. Ho anche cambiato posizione a Virna, che non si è scomposta di fronte al cambiamento, forse perché la cuccia ora è ai piedi del letto, come al mare.

Il mare… L’estate ha già i contorni del ricordo, sfumati dal pennello di settembre, il porto dove lasciamo i sorrisi di una stagione che rimpiangeremo per imbarcarci sopra nuovi impegni, nuove attese, nuove speranze. Eppure questa estate ce la portiamo addosso più di Jovanotti perché mare + serenità = cambiamento. È successo a me, che ho maturato la consapevolezza nelle mie aspirazioni, nei miei sogni, nella mia determinazione. È successo a Virna, che quando pensavo fosse già aperta ho scoperto che era ancora un bocciolo: è sbocciata al mare e ancora non è finita.
È tornata bambina, Cirilli le chiederebbe come ha fatto. Come ha fatto? Si è fidata e ha lasciato gli ormeggi: ha giocato saltando e correndo sulla sabbia proprio come una bambina piena di vita e di gioia e del suo entusiasmo erano pieni gli occhi. Ha fatto le feste a tutti, anche a chi era la prima volta che vedeva. Si è aperta ancora di più con i nonni e adesso anche mia madre non riesce a resistere al suo sorriso, quando si mette a pancia all’aria perché è contenta e quando allunga la zampa per chiederti di coccolarla. Ha imparato a saltare sul divano e sul letto e abbiamo fatto finta di sgridarla, ma ridevamo perché era uno spettacolo vederla così felice. Adesso quando le faccio i grattini dietro le orecchie piega la testa di lato perché ne vuole ancora e ancora e ancora. Ha scoperto nuove espressioni per ottenere qualche premietto in più e sa che i nonni non possono resistere al suo musino appoggiato sulla gamba.
Per dirla alla Jovanotti, “un anno è già passato, vietato non innamorarsi ancora”. E io sono sempre più innamorata della mia compagna di vita.

Vi&Va

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