Giorno 36. Chiamateci asociali… ?

Quando in città fa troppo caldo anche per respirare che cosa c’è di meglio di una bella gita al lago?
Peccato che quest’estate non ci sia nascondiglio in cui difendersi da Flegetonte, Acheronte e tutti gli anticicloni africani che stanno trasformando l’Italia in un girone dell’inferno dantesco.
All’ennesima notte insonne (mia) e giornata da ansimazione (Virna) abbiamo pensato di andare ad Angera, sul Lago Maggiore: se ci sono passati Celti, Romani, Visconti e Borromeo potevamo far mancare la nostra presenza? Quindi alle 8.30 siamo sbarcate sul lungolago, con almeno quattro gradi in meno rispetto a casa: il paese si stava svegliando lentamente, la luce a quell’ora si riflette sull’acqua creando il riverbero della tranquillità. Ti sembra di guadagnarti un credito con la vita, come se quel tempo lo stessi rubando dalla pentola piena d’oro dove nasce l’arcobaleno.

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La magia è durata un’ora, poi anche il refolo di aria più ostinato ha ceduto a una umidità degna della foresta pluviale, e ci siamo accomodate sotto a un albero nella spiaggetta dotata di prato: spartana, ma dog friendly – e l’importante era questo.
Non eravamo sole e in realtà abbiamo scoperto questa spiaggetta grazie all’invito di una adottante di due Greyhound neri come Virna.
Ogni tanto dovrei fermarmi a riflettere sulla mia asocialità: io sono la prima ad affermarla e ne faccio quasi un manifesto di superiorità; altre volte me ne lamento per nascondermi dietro la maschera della zitella solitaria. Ma quando hai un cane puoi essere davvero asociale?
Prendiamo la gita al lago: ho deciso di andare alle dieci della sera prima, nonostante sapessi benissimo che le temperature sarebbero state roventi anche lì; ho fatto 45 minuti di strada (anche se io adoro guidare, quindi i chilometri non sono mai un problema); ho trascorso del tempo insieme a una persona che avevo visto due volte. Non sarò il Maestro dei Giochi di corte, però mi piace condividere degli spazi con persone che hanno qualcosa in comune con me: un levriero. Non un cane qualsiasi, perché i levrieri sono un mondo a parte e perché so quanto Virna sia felice di stare insieme ai propri simili: hanno lo stesso linguaggio, lo stesso modo di fare, le stesse priorità. In fondo ci assomigliamo: magari sembriamo asociali, ma siamo solo due ragazze selettive, che scelgono la compagnia giusta perché sanno quanto sia preziosa la propria indipendenza.

Vi&Va 

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