Giorno 30. Un buon non-compleanno

Quante volte vorremmo portare indietro il tempo per ricominciare (o almeno avere una seconda possibilità) e non ci riusciamo mai. Io, oggi, ce l’ho fatta.
È sempre lunedì, come il 13 luglio: allora facciamo che era il giorno del mio non-compleanno.

Mi ero svegliata solo per modo di dire: addormentarsi alle 5.50 e sentire la sveglia che suona alle 6.00 non è quello che si può dire un sonno profondo. Quanto basta, comunque, per fare il classico sogno che ti fa svegliare spettinata: una persona che torna dal passato remoto per rendere il futuro anteriore identico a com’è stato.
Virna quando sentiva il rumore delle chiavi della macchina saltava su dalla cuccia e si faceva mettere il collare scodinzolando, pregustando la gita in macchina. Fa niente se tutte le mattine andavamo nello stesso posto, il Parco Castello di Legnano – se c’era un filo di aria era là che lo trovavi: era sempre una festa. Virna distungueva il rumore delle chiavi della macchina da quello di qualsiasi altra chiave: una di quelle abilità canine di cui avevo sentito parlare e che pensavo fossero solo leggendarie.

Facciamo che eravamo a Central Park e che c’erano un sacco di scoiattoli: la prima volta Virna voleva partire alla caccia grossa dietro a quei robini pelosi con la coda svolazzante. Dopo un mese di terapia d’urto si era calmata: l’istinto di partire all’inseguimento non si poteva annullare, ma almeno non mi staccava più il braccio per gli scatti da cacciatrice secolare.
Un’altra capacità dei levrieri che credevo fosse un po’ romanzata era quella di riconoscersi tra simili. Virna mi dimostrava che anche questa volta ero io a sbagliarmi. Facciamo che siamo tutti greyhound e quando ci vediamo scodinzoliamo: Virna era la regina di questo gioco, vinceva sempre. Facciamo che nel giorno del mio non-compleanno c’era anche un altro grey e che ci fermavamo a parlare.

Però che non-compleanno era senza neanche un non-regalo? Allora facciamo che tornavamo a casa e arrivava un pacco da mia sorella con dentro il mio regalo. Che noi eravamo tecnologiche e i regali ce li facevamo su internet perché tanto quello che conta è il pensiero. E noi ci vedevamo poco, ma ci pensavamo tanto.
E poi facciamo che al mio non-compleanno veniva anche il Bianconiglio… ma Virna se lo mangiava.

Vi&Va

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...