Giorno 18. Di gatti e nasi sanguinanti

Scegliere tra cane e gatto non è solo stabilire con quale compagno dividere l’appartamento, ma è una scelta di vita: significa definire gli equilibri quotidiani e rappresenta una manifestazione della propria personalità – come è spiegato in maniera mirabile da Robert De Niro in Ti presento i miei.

Dei felini ho sempre ammirato la sinuosa eleganza e l’indipendenza – caratteristica che ammiro anche negli umani. Non a caso, ma non per questo, ho scelto un levriero, uno strano incrocio tra cane e gatto perché con quest’ultimo ha in comune alcuni tratti…e alcune posizioni.

Se cane e gatto sono un binomio agli antipodi, non è affatto raro che riescano a condividere lo stesso ambiente domestico in regime di armistizio. Quando scegli un greyhound, invece, sai di dover escludere qualsiasi forma felina dalla tua vita. Un ex-racer come Virna, benché possa aver corso pochissimo come lei, non guarderà mai un gatto con indifferenza: è pur vero che il livello di eccitazione causato dalla vista della possibile preda varia in base a molti fattori e che non sempre l’incontro a distanza diventa una sfida in stile mezzogiorno di fuoco, ma per quanto tu possa avere mille occhi, ti mancherà sempre il milleunesimo. Quello che è mancato a me ieri sera. Prima che i miei occhi mandassero un input al cervello, che a sua volta ordinasse al braccio di ritrarsi, Virna aveva il muso nella siepe. Del gatto ho sentito solo il sibilo. Sì perché i gatti lo sanno benissimo quando un cane non può arrivare a loro, e se ne stanno lì fermi, con aria di sfida. Virna è riemersa dalla siepe con il naso sanguinante. Niente di grave, quando siamo arrivate a casa, dopo cinque minuti, non era rimasto neanche il segno del taglietto. Ho disinfettato e tirato un sospiro di sollievo.
Se hai un greyhound finisce che gli splendidi felini domestici non ti stiano più tanto simpatici.
Nel mio caso non è solo questo: l’ultimo ragazzo che ho frequentato – quello che mi ha convertito alla Zitellaggine in maniera definitiva e irreversibile – si fa chiamare Gatto. Ne sono uscita con il naso sanguinante e parecchio di rotto.
Adesso l’unico Gatto che sopporto è Cary Grant in Caccia al ladro.

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