Giorno 9. I levrieri e i bambini

Mi chiamavano Erode. I bambini mi irritavano perché non sapevo relazionarmi con loro e, quindi, facevo finta che non esistessero. Con l’avvicinarsi dei Trenta ti rendi conto di essere diventata un cliché; nel frattempo intorno a te iniziano a spuntare pannolini e biberon: in un attimo diventi te stessa e smetti di ignorare i bambini – e chiudi la maschera di Erode in un baule.
Quando mi hanno chiesto di partecipare al Progetto Scuola del GACI non ero preoccupata per la mia reazione, ma per come si sarebbe comportata Virna: la prima volta che se ne è parlato erano passati un paio di mesi dal suo arrivo, la nostra relazione non ancora abbastanza profonda da farmi essere certa che avrebbe fatto quello che le chiedevo. Un paio di settimane fa siamo andate in una delle scuole elementari della mia città ed è stato un successo, sia per me, che ho raccontato ai bambini una fiaba sui levrieri da corsa, che per Virna, paziente e serena come ha dimostrato di essere fin dal primo giorno. Ho lavorato molto sul diventare il suo punto di riferimento e il nostro rapporto si è evoluto.

Sguardo puro, che commuove: anche i bambini dall’aspetto più furbo rivelano l’innocenza del loro animo quando esprimono i pensieri sul cane, che “non va sfruttato per far guadagnare soldi agli uomini”, che “va trattato bene come si fa con una persona”, che “rimane sempre fedele come un amico”. Sarà per questo motivo che cani e bambini vanno d’accordo: perché non hanno sovrastrutture, non hanno maschere, non hanno malizie.

Qualche sera fa passeggiavo con Virna quando sento un bambino alle mie spalle.
– Signora, signora! Tu eri alla Damiano Chiesa quando c’è stato l’incontro con i levrieri? Mi ricordo di te!
Nel frattempo ci aveva raggiunte in bicicletta e stava già accarezzando Virna. Abbiamo scambiato qualche parola, mi ha detto che quella giornata gli è piaciuta tanto.
Quando fai una iniziativa di sensibilizzazione l’unico risultato che auspichi è che almeno uno dei semi che getti dia dei frutti.
Non so se i due giorni a scuola porteranno nuove adozioni di levrieri dall’Irlanda, ma so che questo bambino che ci rincorre in bicicletta per salutarci è la nostra vittoria.

Vi&Va

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